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Full text of "I Capuleti ed i Montecchi; tragedia lirica"

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I  CAPULETI 

ED 

MONTECCHI 

TRAGEDIA  LIRICA 
DI  FELICE  ROMANI 

DA  RAPPRESENTARSI 

IN  PAVIA 

NEL  TEATRO  DEGLI  ILLUSTRISSIMI 
CAVALIERI  COMPADRONI 

IL  CARNOVALE  DEL  l834. 


PAVIA 

Tipografia  Bisaom 


5 


PERSONAGGI. 


CAPELLIO,  principale  fra  i  Caputeli  5  «  padre  di 
signor  Gaetano  AnloldL 

GIULIETTA  ,  amante  di 

signora  Maria  Teresa  Mannelli* 

ROMEO  ,  capo  dtìi  Montecchi 

signora  Antonietta  Galzarani. 

TEBALDO  3  partigiano   dei   Capuleti  3  destinato  spo$o  a 
Giulietta 

signor  Francesco  Battaglia. 

LORENZO  ?  medico  e  famigliare  di  Capelli© 
signor  Francesco  Dai  Fiori. 


CORI  e  COMPARSE 


Capuleti 


Montecchi 


. —  Damigelle 


Soldati  —  Armigeri. 


1/  azione  h  in  Verona:  l'epoca  è  del  tredicesimo  SeÈolo- 


Musica  del  sig.  Maestro  Vincenzo  Bellini* 


ORCHESTRA 


fvimo  Violino  e  Direttore  cT  Orchestra. 
sig.  Faustino  Durand  Ugo 

Maestro  al  Cembalo 
sig.  Giuseppe  Sartirana 

Capo  de'  secondi 
sig.  Giuseppe  Sordelll 

Primo  Contrabasso  al  Cembale 
sig.  Isidoro  Mercandotti 

Primo  Violoncello 
sig.  Gaetano  Porta 

Prima  Viola 
sig.  don  Siro  Pasquali 

Primo  Oboe  e  Corno  Inglese 
sig.  Tonache 

Primo  Flauto 
sig.  Giuseppe  Pasi 

Primo  Fagotto 
sig.  Giuseppe  Zacch 

Primo  Clarinetto 
sig.  Nowak 

Primi  Corni 
sig.  Giuseppe  Castelli 
sig.  F rabiche 

Prima  Tromba 
sig.  Riha 

Primo  Trombone 
sig.  Vincen\o  Golgi 

Istruttore  de  Cori 
sig.  Maestro  Felice  Moretti 

Suggeritore 
sig.  Luraschi. 


5 

PARTE  PRIMA- 


scena  PRIMA. 

Galleria  nel  palazzo  di  Capellio. 

A  poco  a  poco  si  vanno  adunando  i  parfigimni 
di  Capellio. 


Coro. 


A 


ggiorna  appena  ...  ed  eccoci 
Surti  anzi  Y  alba  e  uniti. 
Che  fia  ?  frequenti  e  celeri 
Giunsero  a  noi  gP  inviti  ; 
Già  cavalieri  e  militi 
Ingombran  la  città. 
Alta  cagion  sollecito 
Così  Capellio  rende. 
Forse  improvviso  turbine 
Sul  capo  ai  Guelfi  or  pende 
Forse  i  Monteccbi  insorgono 
A  nuova  nimistà  ! 
Tutti       Peran  gli  audaci ,  ab  !  perano 
Quei  Gbibellin  feroci  ! 
Pria  ebe  le  porte  s'  aprano 
Ali1  orde  loro  atroci , 
Sui  Capuleti  indomiti 
Verona  crollerà. 

SCENA  IL 

Capellio  3  Tebaldo ,  Lorenzo  e  dtit  'u 

Tel.    0)  di  Capellio  generosi  amici , 

Congiunti,  difensori  5  è  grave  ed  ajta 


Ea  cagion  che  ne  aduna  oggi  a  consesso. 
Prende  Ezzelino  istesso 
All'ire  nostre  parte,  e  de' Monteccht 
Sostenitor  si  svela.  Otte  possente 
Ad  assalirne  invia  ...  Duce  ne  viene 
De*  Ghibellini  il  più  abbonito  e  reo. 
Il  più  fiero. 
Coro  Chi  mai  ? 

Teb.  Romeo, 
Coro  Romeo  I 

Cap%    Sì  ,  quel  Romeo ,  quel  crudo 

Del  mio  figlio  uccisor:  egli  (  fra  voi 
Chi  fìa  che  il  creda  ?  )  egli  di  pace  ardisce 
Patti  offerir  ,  e  anibasciator  mandarne 
A  consigliarla  a  noi. 
Coro  Pace  !  Signor  ! 
Cap.  Giammai. 
Lor.  Nè  udire  il  vuoi  ? 

Utili  forse  e  onesti 
Saranno  i  patti.  A  cosi  lunghe  gare 
Giova  dar  fine  ornai  : 
Corse  gonfio  di  sangue  Adige  assai. 
Cap.   Fu  vendicato.  Il  mio  soltanto  è  inulto  : 
Chi  lo  versò  respira.  —  E  mai  fortuna 
Non  T  offerse  a  miei  sguardi  ...  Ignoto  a  tutti  , 
Poiché  fauci ul  partìa  ,  vagò  Romeo 
Di  terra  in  terra  ,  ed  in  Verona  istessa 
Ardì  più  volte  penetrare  ignoto. 
Teb.  Rinvenirlo  io  saprò  :  ne  feci  il  voto. 
E*  serbato  a  questo  acciaro 
Del  tuo  sangue  la  vendetta  : 
L'  ho  giù  i  ato  per  Giulietta  : 
Lo  sa  Italia  ,  il  ciei  lo  sa. 
Tu  ci*  un  nodo  a  me  sì  caro 
Solo  affretta  il  dolce  istante  \ 
Ed  il  voto  dell'  amante 
11  consorte  adempirà. 
Cap.        Si;  m'abbraccia.  A  te  d'Imene 
Fia  Y  aitar  sin  d'  Oggi  acceso* 
Lor.       Ciel  !  sin  d'  oggi  ? 


Cap.  E  d*  onde  viene 

Lo  stupor  che  t*  ha  compreso  ? 
Lor.  Ah  !  Signor  ,  di  febbre  ardente 

Mesta,  afflitta ,  e  ognor  giacente... 

Ella  ...  il  sai  ...  potria  soltanto 

Irne  a  forza  al  sacro  aitar. 
Tel.       Come  1  a  forza  ! 

Cap.  e  Coro  E  avrai  tu  il  vanto 

Di  por  fine  al  suo  penar. 
Tel.       L'amo,  ah  !  l'amo,  e  mi  è  più  cara  ? 
Più  del  sol  che  me  rischiara  *> 
E'  riposta,  è  viva  in  lei 
Ogni  gioja  del  mio  cor. 
Ma  se  avesse  il  mio  contento 
A  costarle  un  sol  lamento  , 
Ah  !  piuttosto  io  sceglierei 
Mille  giorni  di  dolor. 
Cap.     f  Non  temer  ;  tuoi  dubbj  acqueta  y 
La  vedrai  serena  e  lieta  , 
Quando  te  del  suo  germano 
Stringa  al  sen  vendicator. 
Nostro  duce ,  e  nostro  scampo  , 

Snuda  il  ferro,  ed  esci  in  campo: 
Di  Giulietta  sia  la  mano 
Degno  premio  al  tuo  valor. 
(  Ah  Giulietta  !  or  fia  svelato 
Questo  arcano  sciagurato: 
Ah!  non  \*  ha  potere  umano 
Che  ti  plachi  il  genitori) 
Cap.    Vanne,  Lorenzo;  e  tu  che  il  puoi,  disponi 
Giulietta  al  rito  :  anzi  ch«  il  sol  tramonti 
Compiuto  il  voglio.  Ella  doman  più  lieta 
Fia  che  rallegri  le  paterne  mura. 
Lor.  f^uol  parlare.  Capellio  lo  accommiata  severamente 
Cap.    Ubbidisci.  (  Lorenzo  parte  ) 

Teb.  Ah  Signor  !  ... 

Cap.  Ti  rassicura. 

Sensi  da  miei  diversi 

Non  può  nutrir  Giulietta  ;  e  a  lei  fia  caro, 
Come  a  noi  tutti  ,  il  prò'  gucrrier  che  unisce 
1  suoi  destini  ai  miei. 


Coro 


Lor. 


8 

Teb.  Di  tanlo  bene 

Mi  persuade  amor  ,  e  il  cor  propenso. 

A  creder  vero  quel  che  più  desia,  (suonò  di  tromba 

Cap.    Ma  già  ver*  noi  s'invia 

Il  nemico  orator.  -  Avvi  fra  voi 

Chi  de*  Montecchi  alle  proposte  inchini  ? 

Tutti  Odio  eterno  ai  Montecchi  ,  ai  Ghibellini. 

SCENA  III. 

Romeo  con  seguito  di  scudieri  e  dettL 

Jìom.   I  Jieto  del  dolce  incarco  a  cui  mi  elegge 
De*  Ghibellini  il  Duce  ,  io  mi  presento  , 
Nobili  Guelfi,  a  voi.  Lieto  del  pari 
Possa  udirmi  ciascun  ,  poiché  verace 
Favella  io  parlo  ci*  amistade  e  pace. 
Teb.    Chi  fia  che  nei  Montecchi 

Possa  affidarsi  mai  ? 
Cap.  Fu  mille  volte 

Pace  fermata  ,  e  imita  volte  infranta. 
%om.    Stassi  in  tua  man  che  santa 

E  inviolabil  sia.  Pari  in  Verona 
Abbian  seggio  i  Montecchi,  e  sia  Giulietta 
Sposa  a  Ptomeo. 
Cap.  Sorge  fra  noi  di  sangue 

Fatai  barriera  ,  e  non  sarà  mai  tolta  , 
Giammai ,  lo  giuro. 
Coro  E  il  ginriam  tutti. 

lìom.  Ascolta. 
Se  Romeo  Succise  un  figlio, 
In  battaglia  a  lui  die  morte  : 
incolpar  ne  dèi  la  sorte  : 
t  i  ne  pianse  ,  e  piange  ancor. 
Deh  !  ti  placa,  e  un  alti  o  figlio 
TiQverai  nel  mio  Signor. 
Cap.        Riedi  al  campo  ,  e  dì  allo  stolto 
Che  altro  figlio  io  già  trovai. 
Jìom.  Come  ?  e  qual  ? 

IVA. 


Rom.  Tu!  (  Che  ascolto  ?  ) 

Odi  ancor  ... 
Cap.  Dicesti  assai. 

Tcb*  Qui  ciascuno  ad  una  voce 

Guerra  a  voi  gridando  va. 
Coro        Guerra  a  morte  ,  guerra  atroce  ! 
Rirn.  Ostinati  ,  e  tal  sarà. 

La  tremenda  ultrice  spada 

A  brandir  Romeo  si  appresta  : 

Come  folgore  funesta  , 

Mille  morti  apporterà. 
Ma  vi  accusi  al  cielo  irato 

Tanto  sangue  invan  versato; 

Ma  su  voi  ricada  il  pianto 

Che  alla  patria  costerà. 
Tutti       Esci  audace.  Un  Dio  soltanto 

Giudicar  fra  noi  saprà.  (partono  tutti) 

SCENA  IV. 


Gabinetto  negli  appartamenti  di  Giulietta, 

Giulietta  soia. 

Tìjccomi  in  lieta  vesta  ...  Eccomi  adorna 

Come  vittima  all'ara —  Oh!  almon  potess 

Qual  vittima  cader  deli'  ara  al  piede  ! 

O  nuziali  tede, 

Abbonite  così,  così  fatali, 

Siate  ,  ah  !  siate  per  me  faci  ferali. 

Ardo  ...  una  vampa  ,  un  fuoco 

Tutta  mi  strugge.  (*)  Un  refrigerio  ai  venti 

(*)  (  si  affaccia  alla  finestra  e  ritorna 
Io  chiedo  invano.  —  Ove  se'  tu  Romeo  ? 
In  qual  terra  l'  aggiri  ? 
Dove  ?  dove  inviarti  i  miei  sospiri  ? 
Oh  !  cjuante  volte  ,  oh  quante 

Ti  chiedo  al  ciel  piangendo! 

Con  quale  ardor  t'  attendo  , 

E  inganno  il  mio  desir  ! 

T 


Raggio  del  tuo  sembiante 
Panni  il  brillar  del  giorno  r 
L*  aura  che  spira  intorno 
Mi  sembra  il  tuo  respir. 

(  siede  afflittissima ) 

SCENA  V. 

Lorenzo  ,  Giulietta  indi  Romeo. 

Lor.     ^Propizia  è  1'  ora.  A  non  sperato  bene 
Si  prepari  quell'  alma. 
Giulietta  ! 

Giù.  Oli  !  mio  Lorenzo  ! 

( si  getta  nelle  sue  braccia) 
Lor.  (sostenendola)  Or  via,  ti  calma. 

Giù,    Sarò  tranquilla  in  breve  y 

Appien  tranquilla.  A  poco  a  poco  io  manco. 

Lentamente  mi  struggo...  Ah  !  se  un  istante 

Rivedessi  Romeo  ...  Romeo  poti  ia 

La  fuggente  arrestar  anima  mia. 
Lor.    Fa  cor,  Giulietta...  egli  è  in  Verona... 
Giù.  Oh  ciclo! 

3NTè  a  me  lo  guidi  ? 
Lor.  All'  improvvisa  gioja 

Reggerai  tu  ? 
Giù.  Più  che  all'affanno. 

Lor,  Or  dunque 

Ti  prepara  a  vederlo  :  io  tei  guidai 

Per  quel  segreto,  e  a  noi  sol  noto  ,  ingresso. 

(  apre  un  uscio  e  ne  esce  Romeo  ) 
Rom.    Mia  Giulietta  !... 
Giù.    (  correndo  a  lui  )  Ah  !  ...  Romeo  ... 
Lqi\  Parla  sommesso. 

(  Lorenzo  parie  ) 


SCENA  VI. 
Romeo  e  Giulietta. 


Io 


o  ti  rivedo  ,  oh  gioja  ! 
Sì  3  ti  rivedo  ancor. 

O  mia  Giulietta  ! 
Qual  ti  ritrovo  io  mai  ? 

Priva  di  speme  5 
Egra,  languente  ,  il  vedi  , 
E  vicina  alla  tomba.  —  E  tu  qual  riedi  ? 
Rom.    Infelice  del  pari  ,  e  stanco  alfine 

Di  questa  vita  travagliata  e  oscura  , 
Non  consolata  mai  da  un  tuo  sorriso, 
Vengo,  a  morir  deciso, 
O  a  rapirti  per  sempre  a  tuoi  nemici.  — ■ 
Meco  fuggir  dèi  tu. 
Giù,  Fuggir  !  che  dici  ? 

Rom.        Sì  ,  fuggire  :  a  noi  non  resta 

Altro  scampo  in  danno  estremo. 
Miglior  patria  avrem  di  questa  , 
Ciel  migliore  ovunque  andremo  : 
D*  ogni  ben  che  un  cor  desia 
A  noi  luogo  amor  terrà. 
Giù,         Ah  !  Romeo  !  Per  me  la  terra 
È  ristretta  in  queste  porte  : 
Qui  mi  annoda  ,  qui  mi  serra 
Un  poter  d'  amor  pili  forte. 
Solo,  ahi  !  solo  all'  alma  mia 
Venir  teco  il  ciel  darà. 
Che  mai  sento?  E  qual  potere 
È  maggior  per  te  d'amore? 
Quello,  ah!  quello  del  dovere, 
Della  legge  e  dell*  onore, 

a  2 

Ah  !  crudel ,  d*  onor  ragioni 
Quando  a  me  tu  sei  rapita  JJ 


Questa  legge*  che  mi  opponi 

E  smentita  dal  tuo  cor. 
Deh  !  l'  arrendi  a*  pregili  miei  , 

Se  ti  cai  della  mia  vita  ; 

Se  fedele  ancor  mi  sei  , 

Non  udir  che  il  nostro  amor. 
Ah  !  da  me  che  più  ricerchi  , 

S*  io  t'immolo  e  core  e  vita? 

Lascia  ahnen  ,  al  meri  concedi 

Un  sol  dritto  al  gemtor. 
Io  morrò  se  mio  non  sei  , 

Se  ogni  speme  è  a  me  rapita  : 

Ma  tu  pure  alcun  mi  dei 

Sacrifizio  del  tuo  cor. 

(ode si  festiva  musica  riabilitano) 

Odi  tu  ?  L'  aitar  funesto 

Già  s'  infiora,  già  t'  attende. 
Fuggi,  ah!  fuggi. 

Teco  io  resto. 
Guai  se  il  padre  ,  ti  sorprende  ! 
Ei  mi  sveni  ,  o  di  mia  mano 
Cada  spento  innanzi  a  te. 
Ah  !  Romeo!  (supplichevole) 
Mi  preghi  invano. 
Ah  !  pietà  .,.  di  te  ...  di  me. 

a  i 

Vieni  ah!  vieni,  e  in  me  riposa: 

Sèi  mio  bene  ,  sei  mia  sposa  ; 

Questo  istante  che  perdiamo 

Più  per  noi  non  tornerà. 
In  tua  mano  è  la  mia  sorte  , 

La  mia  vita  ,  la  mia  morte  ... 

Ali  !  non  m'  arni  come  io  t'  amo  ... 

Ah  !  non  hai  di  me  pietà. 
Cedi  ,  ah  !  cedi  un  sol  momento 

Al  mio  duolo,  al  mio  spavento; 

Siam  perduti,  estinti  siamo. 

Se  più  cieco  amor  ti  fa. 


i3 

Deh  !  risparmia  a  questo  core 
Maggior  pena  ,  orror  maggiore 
Ah  !  se  vivo  è  perchè  t*  amo  ... 
Ah  !  T  amor  con  me  morrà. 

(Vinta  dalle  preghiere  di  Giulietta,  Romeo 
si  parte  per  V  uscio  segreto.  Ella  si  al-, 
lontana  tremante  ) 

Fine  della  parte  prima. 


PARTE  SECONDA 

SCENA  PRIMA 

Atrio  interno  del  Palazzo  di  Capellio.  Di  fronte  scalinata 
che  conduce  a  gallerie  praticabili.  Grandi  Veroni  sulle 
gallerie  che  mettono  nelle  sale  del  palazzo  ?  illuminate 
per  magnifica  festa.  È  notte. 

Entrano  da  varii  lati  i  Cavalieri  e  le  Dame 
invitati  alla  festa. 

Coro 

T  Jieta  notte  ,  avventurosa 

A  rei  giorni  ancor  succede. 

Taccion  l'ire  e  Farmi  han  posa 

Dove  accende  Imen  le  tede  : 

Dove  un  riso  Amor  discioglie 

Ivi  è  giubilo  e  piacer. 
Festeggiam  con  danze  e  canti 

Questo  illustre  e  fausto  Imene  : 

11  gioir  di  pochi  istanti 

Sia  compenso  a  molte  pene  ; 

3Xè  ci  segua  in  queste  soglie 

Alcun  torbido  pensier. 


*4 


Dove  un  riso  amor  discioglie 

Ivi  è  giubilò  e  piacer. 
(salgono  U  scalinate  ,  e  si  perdono  nelle  gallerie) 


o. 


SCENA  Ih 
Capellio  solo. 


"r  son  jpaglii  i  miei  voti  ; 
L'antico  amor  scordando  alfin  Giulietta 
Sposa  sarà  :  1'  impaziente  core 
Va  contando  gl'instanti,  e  intanto  ondeggia 
Fra  speranza  e  timore  , 
Fra  1'  ira  ,  la  vendetta  ,  e  fra  1'  amòre. 
Quell*  amor  di  lei  più  forte 
Spento  in  seno  io  volli  invano 
Donerò  la  di  lei  mano 
Se  donar  non  posso  il  cor. 
Sì  vendetta  è  in  me  più  forte 
Di  ragione  e  insin  d'  onor* 
Ma  forse  queir  anima 

Gentile  pietosa 
Ai  prieglii  resistete 
Ai  voti  non  osa  ; 
Più  dolce  più  tenera 

Pel  sposo  sarà. 
Di  padre  lusingami  , 
La  speme  F  amore 
L'afflitto  mio  core 
Contento  sarà. 

SCENA  ìli 

Romeo  in  abito  guelfo  ,  e  Lorenzo. 

!  per  pietà  t'  arresta  : 
Non  t'  innoltrar  di  più:  —  mal  ti  nasconde 
Quella  de'  Guelfi  assisa. 
Rotti.  Al  mio  periglio 

Pensar  poss'io,  quando  un  rivai  si  accinge 


À  rapirsi  lì  mio  ben  ? ...  Ma  ciò  non  ìla  ? 

Non  fia  per  certo  ,  il  giuro. 
Lor.  Ahi  lasso  !  è  tolta 

Forse  ogni  speme. 
Rom.  Una  men  resta  ...  Ascolta. 

Segretamente  ,  e  in  guelfe  spoglie  avvolti , 

Col  favor  della  tregua  ,  entro  Verona 

Mille  si  stanno  Ghibellini  armati, 
Lor.     Cielo  ! 

Rom.  Non  aspettati  , 

Piomberan  sui  nemici,  ed  interrotté 

Fian  le  nozze  così. 
Lor.  Funesta  notte  ! 

E  me  di  sangue  e  strage 

Complice  fai  ?  Me  traditor  di  questa 

Famiglia  rendi  ? 
Rom.  Èbben  mi  svela ,  e  salva 

Il  mio  rivai  còsi  ...  Compia  il  mio  sangue 

Il  suo  trionfo. 

Lor.  Ah  !  che  mai  dici  ?  ...  ah  /  cambia  -, 

Cambia  consiglio  ...  Ad  impedir  tai  nozze 
Bastia tn  Giulietta  ed  io  ...  t'  affida  a  entrambi. 
Rom.    Odi  :  e  sostieni  che  consiglio  io  cambi. 

(  Odasi  di  dentro  grati  tumulto  ;  squillati  lè 
trombe ,  eccheggiano  strida ,  e  vedonsi  dalle 
gallerie  tutti  i  convitati  in  iscompiglio  cor* 
rer  ai  qua  e  di  là  ) 
Lor.        Qua!  tumulto  ! 
Rom.  Oh  gioja  estrema  ! 

Voci  X  Montecchi  !  (di  dèhtro) 

Rom.  È  salva. 

Coro       (sulle  gallerie)  All'armi! 
Lor.  fuggì      va  .., 

Rom.  Tebaldo  !  trema , 

Io  già  corro  a  vendicarmi. 
Quella  tromba  è  suon  ferale  , 
Suon  di  morte  al  mio  rivale. 
D' imeneo  le  odiate  tede 
Il  suo  sangue  estinguerà. 
Lor.         Taci ,  taci  :  d*  ogni  lato 

Gente  accorre  ...  ognuno  è  armato  ... 


!0h  !  qual  scena  il  cor  prevede 
Di  furore  e  crudeltà  / 
Ah  !  chi  d'  armi  a  noi  provvede  ! 
Chi  soccorso  ,  o  ciel  ,  ne  dà  ! 
[Romeo  si  allontana  velocemente,  Lorenzo  to  segue) 

SCENA  IV. 

Il  luogo  rimane  sgombro  ;  a  poco  a  poco  il  tumulto 
si  allontana.  Giulietta  sola  dalla  galleria. 

Giù.        TTace  il  fragor  ...  silenzio 

Regna  fra  queste  porte  ... 

Grazie  ti  rendo  ,  o  sorte  : 

Libera  io  sono  ancor. 
Ma  de*  congiunti  il  sangue 

Per  me  vetrato  or  viene  ... 

Forse  trafitto  5  esangue  , 

Giace  r  amato  bene  ... 

Forse  ...  Oh  !  qual  gel  ! ...  qual  foco 

Scorrer  mi  sento  in  cor  / 
Ah  !  per  Romeo  v*  invoco , 

Cielo  ,  destino ,  amor. 

SCENA  V. 


*6 
Coro 


Romeo  e  Giulietta. 


Rom. 


iulietta  ! 


Giù.  Ahimè  !  ...  chi  vedo? 

Rom.  Il  tuo  Romeo  :  t*  accheta. 

Giù.  Ahi  lassa  !  ...  e  ardisci  ?  ... 

Rom.  m  Io  riedo 

A  farti  salva  e  lieta. 

Seguimi. 

Giù.  Ahi  !  dove  ?  ahi  !  come  ? 

Te  perderesti  e  me. 
Rom.       Io  te  lo  chiedo  in  nome 

Della  giurata  fè. 
Coro       Morte  ai  Montecchi  !  (di  dentro) 


Giù.  Ab  !  Fasciami  ; 

Gente  ver*  noi  s*  avvia. 
Rom.  Io  t'aprirò  fra  i  barbai  l'i 

Con  questo  acciai*  la  via.  {per  trascinarla  seco) 

SCENA  VI. 

Tebaldo  e  Capellio  con  armigeri  da  un  lalo  3 
dalP  altro  Lorenzo. 

Gap.  f^erina. 

Tel.  Clie  miro?  Il  pei  fido 

Nemico  ambasciato!*  ! 
(Cielo!...  è  perduto  il  misero.), 
Oh  !  rabbia  ! 

Oh  mio  terror  ! 
Armato  !  in  queste  soglie  ! 
Sotto  mentite  spoglie  ! 
Quale  novella  insidia , 
Empio  ,  tentavi  ordir  ? 
Soldati  ,  olà  ... 
Giù.     {frapponendosi)  Fermate  : 

Padre  ...  Signor  ...  pietate  ... 
Gap.       Scostati  ... 
Tcb.  E  qual  pensiero 

Prendi  dt  un  menzognero  ? 
Gap.  Giulietta  ? 

Tel.  Non  rispondi  ? 

a  i 

Tu  tremi?...  ti  confondi? 
Teb,  l7ellon  !  ...  chi  sei  ?  (a  Romeo) 

Rom.  Son  tale  ... 

Giù.  Ah  !  no  ,  non  ti  scoprir. 

Rom.        Io  sono  a  te  rivale. 
Lor.  (Incauto!) 
Giù.  (  Oh  rio  martir  !  ) 

Tutti 

Teb.Cap.   Rivale!  che  intendo? 
più.  Lorenzo  ,  m'  aita, 


i8 

Lor. 
Rom. 
Teb. Cap. 


Lor. 


Giv.Rom. 


Coro 
Cap.  Teb 
Rom. 
Giù. 
Coro 


Oh  !  istante  tremendo; 

Ahimè  !  1*  bo  tradita. 

Oh  notte  ,  raddensa 

Le  tenebre  in  cielo  \ 

Ricopri  d'  un  velo 

11  nostro  rossor. 
Le  vene  iti*  invade 

Un  brivido  ,  un  gela 

Sugli  occhi  mi  cade 

Un  velo  d*  orror. 
Soccorso  ,  sostegno 

Accorda  *e.5  o  cielo  * 

Me  sol  ^  fa  segno 

Del  loro  furor. 
(  Odesi  vicino  strepito  cY  armi  t  di  grida) 


Accorr iam  , 
I  miei  fidi  ! 


Romeo 


Quai  grida  ! 


(in 


Oh  !  gi°ja  ! 
iscena)  E  desso. 

A  salvarti  un  Dio  ci  guida  : 
Vien  ,  Romeo  ,  tuoi  fidi  hai  presso. 
Cap.  Tu  Romeo!  ne  ti  svenai? 

Teb.  E  mi  sfuggi  ?  ...  e  tu  vivrai  ? 

Rom.  Sangue,  o  barbari,  bramate, 

Ed  il  sangue  scorrerà. 
Teb.  Al  furor  che  si  ridesta  , 

Cap.  Alla  strage  che  s'  appresta  , 

Rom.  ,  (Ionie  scossa  da  tremuoto 

Coro         )    Tutta  Italia  tremerà. 

Giù  to  cielo,  tu  gli  arresta 
Lor.  Da  battaglia  si  funesta  ; 

Cut.  Sveglia  in  essi  un  qualche  moto 

l     Di  rimorso  e  di  pietà. 
(  Romeo   vorrebbe    accorrere  a   Giù.  e  stringerla 
fra  le  sue  braccia ,  ma  è  diviso  da  lei  \ 
RomtGiu<    Se  ogni  speme  è  a  noi  rapita 
Di  mai  più  vederci  in  vitaa 


Questo  addio  non  fìa  V  estremo  , 
Ci  vedremo  — —  almeno  in  ciel. 

Sul  furor  che  si  ridesta, 

Sulla  strage  che  si  appresta 
Anzi  tempo  ,  o  sol ,  risplendi 
E  dirada  all'ombre  il  vel. 

Piomba  ,  o  notte ,  e  al  ciel  contendi 
Lo  spettacolo  crudel. 

Cala  il  Sipario. 


*9 


PARTE  TEPxZA 

SCENA  PRIMA 

Galleria  come  nella  Scena  prima. 

Let  musica  esprime  un  lontano  rumore  ,  clic  a  poc0 
a  poco  va  cessando. 

Giulietta  sola 

N  è  alcun  ritorna  !  ...  Oh  !  cruda  , 
Dolorosa  incertezza  !  —  Il  suon  dell'  armi 
Si  dileguò...  Sol  tratto  tratto  un  fioco, 
lucei to  mormorio  lunge  si  desta, 
Come  vento  al  cessar  della  tempesta. 
Chi  cadde,  hoimè  !  chi  vinse? 
Chi  primo  io  piangerò  ?  jNè  uscir  poss' io  I  ... 
E  ignara  di  mia  sorte  io  qui  m9  aggiro  ! 

SCENA  IL 

Lorenzo  e  delta 

Giù.    Liorenao  !  ebben  ? 

Lor%  Salvo  è  Rome^, 


Chi.  Come! 
Lor.     Nella  vicina  ròcca 

Da*  suoi  sorpresa,  da  Ezzclin  soccorso 
Sperar  ei  puote...  ma  tu,  lassa!.,,  in  breve 
Di  Tebaldo  al  Castel  tratta  sarai  , 
Se  in  me  non  fidi,  se  al  periglio  estremo 
Con  estrema  fermezza  or  non  provvedi. 
Gin.     Che  far  ?  Favella. 
Lor.  Hai  tu  coraggio  ? 

Qui.  E  il  chiedi  ? 

Lor.     Prendi  :  tal  filtro  è  questo  , 

E  sì  possente ,  che  sembiante  a  morte 
Sonno  produce,  A  te  creduta  estinla 
Tomba  fìa  data  ne'  paterni  avelli  ... 
Giù.     Oh!  che  di'  tu?  fra  quelli 

Giace  il  fratello  da  Romeo  trafitto  ... 
Esso  del  mio  delitto 
Sorgerla  punitor  ... 
Lor.  Al  tuo  svegliarti 

Sarem  presenti  il  tuo  diletto  ed  io... 
Non  paventar.  —  Tremi?  —  t'arretri? 
Gin.  Oli  Dio! 

Moi  te  io  non  temo  ,  il  sai  ... 
Sempre  io  la  chiesi  a  te  ,~ 
Pur  non  provalo  mai 
Sorga  un  terrore  in  me, 
Che  mi  sgomenta. 
Lor.         Fida  .  deh  fida  in  me  ; 

Sarai  contenta. 
Giù,         Se  del  lieor  possente 
Fallisse  la  virtù  !  ... 
Se  in  quel!'  orror  giacente 
Non  mi  destassi  più  ... 
Dubbio  crudele! 
Lor.         Di  me  diffidi  tu? 

Del  tuo  fedele  ?       (si  sente  vicino  calpestìo) 
Prendi  ...  gì'  istanti  volano  ... 
Il  padre  tuo  si  avanza  ... 

Il  padre!  ah!  porgi  ,  e  salvami,  [spaventata) 
(  Lorenzo  le  consegna  il  sonni/ero  ^ 


21 

Zor.  Salva  sarai  :  costanza  ! 
Giù.         Morir  dovessi  ancora  , 

Per  te  ,  Romeo  ,  si  mora  ! 

Sol  morte  mi  può  togliere 

Al  fero  gemtor.  (Beve  rapidamente). 

Guidami  altrove. 


SCENA  TERZA 

Capellio  con  seguito  e  detti. 

jÀrresta. 

(Calmati.)  (piano  a  Giù,  ) 

Ancor  sei  desta  ? 
Concedo  al  tuo  riposo 
Brevi  momenti  ancor. 
Esci  :  e  a  seguir  lo  sposo 
Ti  appresta  al  nuovo  albòr. 
(  Giù.  è  nelle  braccia  di  Lor.  muta  ed  immobile  ) 
Coro  (a  Cap.)  Lassa!...  d'affanni  è  piena... 
Geme...  si  regge  appena. 
Più  mite  a  lei  favella  ; 
L'  uccide  il  tuo  rigor. 
(Capellio  rinnova  a  Giulietta   il   cenno  di  uscire, 
Lorenzo  la  tragge  seco.  Ella  si  volge  ,  e  con 
somma  passione  si  appressa  al  padre  ) 
Giù,         Ah!  non  posS* io  partire 

Priva  del  tuo  perdono.... 
Presso  alla  tomba  io  sono  , 
Dammi  un  amplesso  almen  , 
Pace  ima  volta  all'  ire  , 

Pace  ad  un  cor  eh  e  more.... 
Dorma  ogni  tuo  furore 
Del  mio  sepolcro  in  sen. 
Cap.  Lasciami... 

Lor.  (Ah!  vieni,  e  simula)  (Piano  a 

Cap.         Alle  tue  stanze  riedi. 

Coro.        Ella  è  morente  ,  il  vedi.  (a  Cap.  ) 

Poni  al  tuo  sdegno  un  fren. 

(  Giù  He Ua  parte  sostenuta  da  Lorenzo,  ) 


Cap. 
Lor. 
Cap. 


22 

SCENA  QUARTA 
Capellio  e  seguilo,. 

Cap*        Celiai  turbamento  io  provo  ! 

Quale  scompiglio  in  cor!  —  Taci,  o  pietade  : 

Viltà  saresti.  Di  Tebaldo  in  traccia 

Corra  qualcuno  ,  e  di  Lorenzo  i  passi 

Spiate  voi  ;  sospetto  ornai  mi  è  desso. 

Nè  uscir  ,  ne  altrui  parlar  gli  sia  concesso. 

(  partono  ) 

SCENA  QUINTA 

Luogo  remoto  presso  il  palazzo  di  Capellio.  In  fondo,  a 
traverso  un  grand*  arco  ,  vcdesi  una  galleria  che  mette 
all'interno  del  palazzo  medesimo. 


Romeo  solo. 


De 


"eserto  è  il  loco.  —  Di  Lorenzo  in  traccia 
Irne  poss* io.  —  Crudel  Lorenzo!  aneli*  esso 
M9  obhlia  nella  sventura,  e  congiurato 
Col  mio  destili  tiranno  , 
Mi  abbandona  a  me  solo  in  tanto  affanna 
Vadasi  —  Alcun  sì  appressa... 
Crudele  inciampo  ! 

SCENA  SESTA 

Tebaldo  e  Romeo* 

Teb.  C3là!  chi  sci  ,  che  ardisci 

Aggirarti  furtivo  in  queste  mura  ? 
Non  odi  tu  ? 

Boni.  Non  t9  appressar.  Funesto 

Il  conoscermi  foia. 

Teb.  Io  ti  conosca 


Air  audace  parlar,  all'ira  estrema 
Che  in  me  tu  desti. 
m.  Ebben  mi  guarda  ,  e  trema. 

b.         Stolto!  ad  un  sol  mio  grido 
Mille  a  punirli  avrei  ; 
Ma  vittima  tu  sei 
Serbata  a  questo  acciar. 
m.        Vieni  :  io  ti  sprezzo  ,  e  sfido 
Teco  i  seguaci  tuoi  : 
Tu  bramerai  fra  noi 
L'  Alpi  frapposte  e  il  mar. 
a  2 

Un  Nume  avverso,  un  fato 
Che  la  ragion  ti  toglie, 
T'ha  spinto  in  queste  soglie 
La  morte  ad  incontrar. 
b.        All'  armi. 

9!,.  All'armi.        ( per  uscire;  oclesi  musica 

lugubre  ec.  Si  fermano  ambidue  sorpresi) 
b.  *  Arresta. 

ni.  Qual  mesto  suono  eccheggia  ? 

voci  lontane 
Ahi  sventurata  ! 
7Z.  E'  questa 

Voce  di  duol. 
ò.  Si  veggi  a. 

SCENA  SETTIMA 

Comparisce  a  poco  a  poco  un  corteggio  funeb  re  t 
lento  lento  difila  lungo  la  galleria. 


Cie 


el  !  di  funebri  tede 
Pompa  feral  succede.... 

a  2 

Presentimento  orribile  ! 
Ho  nelle  vene  un  gel. 
Pace  alla  tua  beli'  anima 
Dopo  cotanti  affanni  ! 


Vivi;  se  non  fra  gli  uomini  ,. 
Vivi,  o  Giulietta,  in  ciel. 
Giulietta  ! 

Spenta  /... 

Oh  barbari! 
a  i 

Mi  scende  agli  occhi  un  vel. 

(  Rimangono  immobili  e  muti  alcuni  momenti. 

Romeo  pel  primo  si  scuote ,  e  pittando  la  spada  , 

si  precipita  disperato  innanzi  a  Tebaldo  ) 

Ella  è  morta  ,  o  sciagurato, 
Per  te  morta  di  dolore. 
Paga  alfin  è  del  tuo  core 
L'  ostinata  crudeltà. 

Svena  ,  ah!  svena  un  disperato... 
A  tuoi  colpi  il  sen  presento... 
Sommo  bene  in  tal  momento 
11  morir  per  me  sarà. 

Ah  !  di  te  più  disperato  , 
Più  di  te  son  io  trafitto»... 
L'amor  mio  come  un  delitto 
Rinfacciando  il  cor  mi  va. 

Vivi,  ah  vivi,  o  sventurato, 

Tu  che  almen  non  hai  rimorso: 
Se  a  miei  dì  non  tronchi  il  corso  , 
Il  dolor  mi  ucciderà.        (  Si  dividono  e  par- 
tono entrambi  nella  mai  sima  desolazione  ) 


Fine  della  parie  terza. 


25 

PARTE  QUARTA 


SCENA  PRIMA 

Recinto  ove  sorgono  le  tombe  elei  CapuletL  Vicina 
agli  spettatori  avvi  quella  di  Giulietta 

//  luogo  è  chiuso  :  a  replicati  colpi  si  spalanca  una 
porta  ?  e  riesce  Romeo  con  seguito  di  Montccchi. 

Coro    Siam  giunti.  Il  ciel  consenta 
"Che  non  ti  sia  funesto 
L'  esser  disceso  in  questo 

Albergo  di  squallor.  (  Scendono  lentamente  ) 

Ronu  (  Scorgendo  la  sepoltura  di  Giulietta  ) 

Picco  la  tomba.... 
Ancor  di  fiori  sparsa.,.. 
Molle  di  pianto  ancor.  Il  mio  ricevi 
Più  doloroso  e  amaro:  altro  fra  poco, 
Maggior  del  pianto  ,  altro  olocausto  avrai. 

(  Prostrandosi  sul  sasso  ) 

Coro    Signor ,  ritratti  ;  ornai 

Eccede  il  tuo  dolor. 
Rom.  O  del  sepolcro 

Profonda  oscurità  ,  cedi  un  istante  , 
Cedi  al  lume  del  giorno  ,  e  mi  rivela 
Per  poco  la  tua  preda.  — 
L'urna  mi  aprite  voi..,  Ch'io  la  riveda! 

(/  Montecchi  silenziosi  sforzano  il  coperchiò 
dell'  urna  e  lo  sollevano  :  vedesi  Giulietta 
dislesa  nel  sepolcro  vestita  di  bianco  ,  Ro- 
meo prorompe  in  un  grido ,  e  corre  a  lei  ) 
Rom.    Giulietta  !...  O  mia  Giulietta! 

Sei  tu  !...  ti  veggio  !...  ti  ritrovo  ancora  ! 
Morta  non  sei....  dormi  soltanto  e  aspetti 
Che  ti  desti  Romeo.  —  Sorgi  5  mio  bene , 
Al  suon  de'  miei  sospiri. 
Ti  chiama  il  tuo  Romeo. 
Coro  Lasso  !  deliri, 


Vieni  :  partiam  :  periglio 
E*  1*  indugiar  di  più. 

Per  pochi  istanti 
IVle  qui  lasciate....  Arcani  ha  il  duol  che  debbe 
Solo  alla  tomba  confidar.... 

Lasciarti  !... 
Solo  !  e  in  tanto  coi  doglio  ! 
Ah  !  tu  ci  spezzi  il  cor.... 

Partite  :  il  voglio. 

(//  Coro  parte 

SCENA  SECONDA 

Romeo  solo. 

TPu  sola  5  o  mia  Giulietta  , 
M'odi  tu  sola  —  Ahi  vana  speme!...  è  sorda 
La  fredda  salma  di  mia  voce  al  suono.... 
Deserto  in  terra  5  abbandonato  io  sono, 
Deh  !  tu  5  beli5  anima  : 

Che  al  cielo  ascendi , 
A  me  rivolgiti  5 
Con  te  mi  prendi  ; 
Così  scordarmi  5 
Così  lasciarmi  », 
Non  puoi  5  bell'anima, 
Nel  mio  dolor. 
Voliamo  a  vivere 
D'  eterno  amor, 
O  tu  mia  sola  speme  ? 
Tosco  fatai  5  non  mai  da  me  diviso  , 
Vieni  al  mio  labbro....  Raccogliete  voi 
L'  ultimo  mio  respiro  , 
Tomba  de'  miei  nemici. 

(  Si  avvelena ,  e  getta  a  terra  T  ampolla 

SCENA  TERZA 

Giulietta  che  si  risveglia  e  Romeo. 

Ah  !  (  Dalla  tomba  ) 

Qual  sospiro  ! 


Rom. 
Coro 
Rem. 


€iu. 
Rom. 


27 

Cìu.     Romeo  ! ..  Romeo  1... 

Rom.  La  voce  sua!...  mi  chiama!... 

Già  m'invita  al  tuo  sen  (*)  Ciel  che  vegg'  io  ? 

(*)  (  Giulietta  sorge  dalla  tomba J 

Giù.     Romeo  ! 

Rotn.  Giulietta  !  oh  Dio  l... 

Giù.     Sei  tu  ? 

Rom.  Tu  vivi? 

Giù.  Ah  !  per  non  più  lasciarti  5 

Io  mi  desto  5  mio  ben...  la  morte  mia 

Fu  simulata.. 
Rom.  Oh  !  che  di'  tu  ? 

Giù.  V  ignori  ? 

Non  vedesti  Lorenzo  ? 
Rom.  Altro  io  non  vidi.... 

Altro  io  non  seppi...  ahimè!  ch'eri  qui  morta ^ 

E  qui  venni...  Ah!  infelice! 
Giù.  Ebben  ,  che  importa  ? 

Son  teco  alfin  :  ogni  dolor  cancella 

Un  nostro  amplesso...  Andiam... 
Rom.  Restarmi  io  deggio 

Eternamente  qui.... 
Giti.  Che  dici  mai  ? 

Parla...  Parla...  (*)  Ah  !  Romeo  ! 

(*)  (  Si  accorge  dell'  ampolla  ) 
(  Romeo  si  asconde  il  capo  fra  le  mani  ) 
Rom,  Tutto  già  sai. 

Giù.     Ah  !  crudel  !  che  mai  facesti  ? 
Rom.        Morte  io  volli  a  te  vicino. 
Giù.         Deh  !  che  scampo  alcun  t'  appresti  !... 
Rom.       Ferma  ?  è  vano... 
•Giù.  Oh  !  rio  destino  ! 

Rom.        Cruda  morte  io  chiudo  in  seno... 
Giù.         Ch'  io  con  te  l'incontri  almeno... 
Dammi  un  ferro..., 

Rom*  Ah!  no   giammai. 

Giù.  Un  veleno.... 

Rom*  Il  consumai. 

Vivi...  vivi...  e  vien  talora 

Sul  mio  sasso  a  lagrimaiv  ^ 


a8 

Giù.         Ciel  crudele  !  ah  !  pria  eh*  ei  mora  , 

I  miei  dì  tu  dèi  troncar, 
Rom.        Giulietta  !  al  seno  stringimi  ; 

Io  ti  discerno  appena. 
Giù*         Ed  io  ritorno  a  vivere 

Quando  tu  dèi  morir! 
Mom.       Cessa...  il  vederti  in  pena 

Accresce  il  mio  mar  tir. 
a  2    Più  non  ti  veggo....  ah!  parlami... 

Un  solo  accento  ancor... 

Rammenta  il  nostro  amor.,.. 

Io  manco...  addio  !... 
Giù.         Oh  !  sfortunato  !  attendimi.... 

Non  mi  lasciare  ancor.. 

Posati  sul  mio  cor. 

Ei  muore....  oh  Dio  ! 
(Romeo  muore;  Giulietta  cade  sovr  esso.) 


SCENA  ULTIMA 

-Rientrano  precipitosamente  i  seguaci  di  Romeo  >  inseguiti 
da  Capellio  ,  e  da'  suoi  armigeri  che  compariscono 
da  varie  parti.  Tutto  il  luogo  è  rischiarato  da  faci. 
Lorenzo  accorre  sbigottito  e  frettoloso. 


Céro    R,omeo  !  Romeo  ! 

Cap.  S'  in  segua  no. 

Coro    Cielo  !  (spaventati  allo  spettacolo) 

Lor.  Estinti  ambedue  !... 

Coro  Barbaro  fato  ! 

Lor.     Mira.  (a  Cape  Ili  9  ) 

Cap.  Uccisi!...  da  chi?... 

Tutti  Da  te,  spietato  ! 

Capellio  si  getta  sul  corpo  di  Giulie 1 1*  , 
Lorenzo  su  quello  di  Romeo. 


CALA  Ih  «PAEIO.